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LA SOLIDARIETA’ E LA DIFESA DEI DIRITTI UMANI IN ITALIA

 

In un titolo di tutto rispetto, l’EUROPARLAMENTO pone in rilievo la difesa dei diritti umani e della democrazia con questo titolo e testuali parole:

“LA DIFESA DEI DIRITTI UMANI E DELLA DEMOCRAZIA Nelle relazioni esterne l'Unione europea è impegnata in una politica a sostegno della democrazia e dei diritti umani basata sui suoi principi fondatori di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché dello Stato di diritto. In concreto, l'UE cerca di integrare la questione dei diritti umani in tutte le politiche e i programmi che porta avanti; nel campo dei diritti umani essa dispone di vari strumenti politici per azioni più mirate, ad esempio il finanziamento di progetti specifici per la promozione dei diritti umani e della democrazia attraverso gli strumenti finanziari dell'UE.

CONTESTO

L'articolo 2 del TUE stabilisce che "l'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze."


Fonte: QUI
 

Tutto ciò premesso, mentre sull’argomento ci sarebbe da toglierci tanto di cappello, guardando all’UE, appena osserviamo in casa nostra, ove siamo nati ossia in Italia, vediamo che c’è gente che,  pur percependo uno stipendio fisso per fare avere un pubblico servizio al cittadino, anche a fronte di una situazione grave, sia di salute che di disabilità di una donna di origine friulana quale sono io, i Servizi Sociali di zona se la dormono alla grande, anche dopo che gli stessi hanno ricevuto varie formali sollecitazioni di intervento tra i quali quello dell’Ufficio del Signor Prefetto di Udine (vedere copia QUI  ). Abbiamo estreme vergogne in casa Italia e si vorrebbe insegnare la democrazia ai paesi esteri denominandole missioni di pace, ma francamente, così facendo, non se ne comprende in che modo e con quali riscontri oggettivi. Contro i grandi ostacoli che incontra una persona in gravi difficoltà per malattia, disabilità e conseguenze collegate, essendo da sola insuperabili, gli organismi che se ne dovrebbero interessare ossia i Servizi Sociali, vedo sulla mia persona che non si dedicano affatto alla difesa della vita, ciò anche quando vi è una malattia grave e rara e che implica convivere con la minaccia della morte. L’UE , come abbiamo visto, indica la strada corretta della solidarietà umana, la difesa dei diritti elementari della persona unitamente a quelli del rispetto della dignità e della giustizia comprese nel diritto positivo, e malgrado tutto, nel mio caso vedo che chi è più debole viene abbandonato solo in casa, anche a fronte dell’esistenza di un verbale della Commissione Medica dell’INPS di Udine ove dispone che necessito di assistenza continua, mentre viene concessa solo qualche ora settimanale per riordino della casa e qualche volta la fisioterapista e poi completo abbandono. Ho ampiamente potuto constatare nel tempo che nessuno mi aiuta a contribuire meglio a rivendicare l’esercizio dei diritti civili, all’interno del nostro Paese, anche dopo avere chiesto aiuto al Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali e più precisamente alla Direzione Generale per Inclusione Divisione IV.

 
 

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